venerdì 23 maggio 2008

W l' Italia











Oggi il cagnolino di Silvio,
il Maschio Angiolino, Alfano,
ha decretato il nuovo regime per la confisca dei beni sequestrati ai mafiosi.

Bravo - applausi - finalmente ci voleva - sei un miticone.
Più severità nei confronti di chi si arricchisce illegalmente sfruttando la buona fede di chi crede che lo stato non esiste.
Grazie ANGIOLINO
aspetta un momento.
Angiolo, grande bocconiano dal trapiantato capello (ad immagine del Silvio Nazionale), cos'hai in mente.
Non ci azzittire subito con un provvedimento ad effetto per poi fermarsi lì, tanto per fare vedere che Voi combattete la mafia.
NOI VOGLIAMO UNA POLITICA ANTIMAFIA PIANIFICATA, STRUTTURATA E PROGRAMMATA AD AZIONE CONTINUA, INCESSANTE, MARTELLANTE.
Angiolo tu che sei Ministro della Giustizia sii giusto ed equilibrato. Sei nostro conterraneo e come tale conosci bene che la lotta alla mafia non si riduce ad un singolo decreto, sebbene importantissimo.
NOI VOGLIAMO CHE TU ROMPA I COGLIONI IN COSIGLIO DEI MINISTRI AI TUOI COLLEGHI DEL TESORO E DELLO SVILUPPO ECONOMICO. TU LO SAI CHE NON SIAMO TUTTI MAFIOSI VERO?
ALLORA MUOVITI E SOLLECITA AZIONI DI SVILUPPO ECONOMICO REALE PER LA TUA GENTE, PERCHE' COSI' FACENDO TOGLI L'HUMUS NATURALE DAI CUI NASCE IL FENOMENO MAFIA: IL BISOGNO.
GRAZIE ANGIOLO

1 commento:

Anonimo ha detto...

Credo che la tragedia della Sicilia, come le altre piaghe siciliane, sia da ricercare fra quelle motivazioni di carattere locale. Il siciliano è un popolo che fondamentalmente non si fida di nessuno. Nella sua antica storia ha attraversato ogni sorta di destino riservatogli sempre da altri… - Nel tempo, il suo DNA riaffiora soprattutto nei momenti di pericolo. Non avendo mai la certezza di una stabilità, di un futuro, di una propria identità, allora si affida alla propria furbizia facendo credere a tutti che sta operando per il bene della sua terra, del suo popolo, ma in effetti sa benissimo che ciò che egli ha creato sarà immediatamente carpito e sfruttato dagli altri… Quindi, appena sente il pericolo si vende al migliore offerente per pura sopravvivenza. Il siciliano è descritto molto bene dal Gattopardo quando parla con il Cav. Chevalley: “Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagagliaio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semi-desti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l’incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perché è morto.” Grazie