mercoledì 23 aprile 2008

Il coraggio necessario

Riscontro con piacere due commenti al mio post l'altra storia di Canicattì. Ho notato con molto interesse, il parallelismo tra due punti di vista. Il primo è quello di una persona del nord che per ragioni di lavoro, ha vissuto e vive nella nostra città.
Il secondo, invece, è di un giovane originario di Canicattì.
Anche se i due commenti sembrano differenti per conclusioni, critico uno ma con una nota di ottimismo, severo e rassegnato il secondo, descrivino in modo complementare l'articolato e complesso altarino dei rapporti sociali canicattinesi.
Di certo non servono studi di sociologia per inquadrare lo status mentale dei miei conterranei, sembra azzeccato un detto molto in uso da noi:
LU CANIATTINISI E' POVIRU E SUPERBU!
traduzione: il canicattinese è povero e superbo!
Io credo che tale detto non faccia solo riferimento all'attitudine tutta canicattinese di APPARIRE A TUTTI I COSTI anche se non ci sono le possibilità economiche per farlo, ma credo che l'impoverimento a cui si fa cenno, riguardi la mentalità, direi anzi la spiritualità di ognuno di noi.
La chiusura, lo spirito di rassegnazione, il pensare che non possa cambiare mai niente, sono gli elementi base del nostro comportamento.
Il superbo, invece, lo inquadro come la furbizia di chi spera di mascherare la realtà.
La non libertà di cui sto parlando non è insita nell'uomo, il fatto è ci hanno abituato a questa forma mentis.
L'ostacolo, la barriera, il limite mentale in commento, non è una cosa che può essere abbattuta come si fa come un muro di mattoni.
Occorre il CORAGGIO NECESSARIO per restare nella propria terra, di tornare ove se ce ne fosse allontanati, di combattere per difendere le proprie idee.

Nessun commento: